Labins a "Torino, città di prossimità": innovazione e sviluppo di comunità al centro

Torino, 26 novembre 2025 - ASCOM Torino
Labins ha partecipato all'evento "Torino, città di prossimità", un'occasione di confronto sul futuro del commercio urbano e sulle strategie per contrastare la desertificazione commerciale che sta impoverendo i nostri quartieri.

Il fenomeno
I dati presentati da Confcommercio delineano un quadro allarmante: in Italia hanno chiuso 118.000 negozi al dettaglio tra il 2012 e il 2024. A Torino, la densità commerciale è scesa da 12 a 9,5 negozi ogni mille abitanti, con proiezioni che indicano una possibile perdita del 23% delle attività entro il 2035.

Ma il tema va oltre l'economia: il 74% degli italiani associa la scomparsa dei negozi a una qualità della vita più bassa, il 57% li considera elementi di sicurezza e presidio del territorio, il 64% li identifica come luoghi di aggregazione e supporto alla comunità.

Upskill Piemonte
Particolarmente interessante la presentazione del progetto Upskill Piemonte, promosso da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT con Upskill 4.0, UniCredit e Ascom Confcommercio Torino. Un modello operativo che ha coinvolto 60 studenti delle ITS Academy e sei imprese storiche del territorio in un percorso di innovazione basato sul design thinking.

I risultati sono tangibili: dalle strategie di internazionalizzazione alle piattaforme digitali con meccanismi di reward, dalle esperienze immersive al valore della filiera locale. Sei prototipi concreti per rendere i negozi più competitivi, attrattivi e integrati con la vita del quartiere.

L'interesse di Labins: sviluppo territoriale come pratica comunitaria
Per Labins, questo approccio rappresenta un esempio virtuoso di come lo sviluppo territoriale debba essere pensato e praticato come sviluppo di comunità. Alcuni elementi ci sembrano particolarmente rilevanti:

1. La dimensione relazionale dell'innovazione L'innovazione non è solo tecnologica, ma sociale. Upskill Piemonte dimostra che trasformare il commercio locale significa prima di tutto costruire reti tra mondi che non dialogano: imprese, giovani, istituzioni, esperti. È nell'intreccio di competenze diverse che nascono soluzioni realmente sostenibili.

2. Il valore del dialogo intergenerazionale Coinvolgere gli studenti non è solo un'operazione di trasferimento di competenze digitali. È un'occasione per far scoprire ai giovani la storia e l'identità di attività radicate nel territorio, creando ponti tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro.

3. I negozi come presidi di comunità Il commercio di prossimità non è solo una questione economica: è un tema di coesione sociale, sicurezza urbana, qualità della vita. I negozi sono luoghi di incontro, relazione, riconoscimento reciproco. La loro scomparsa impoverisce il tessuto sociale prima ancora che quello economico.

4. La metodologia partecipativa L'utilizzo del design thinking e l'affiancamento concreto dimostrano che il cambiamento non si impone dall'alto, ma si co-costruisce attraverso processi partecipativi che valorizzano i saperi locali e attivano le risorse del territorio.

5. La dimensione di sistema Non basta intervenire sulla singola attività. Serve lavorare sull'ecosistema urbano, sui Distretti del Commercio, sulle connessioni tra imprese, sulla relazione con il contesto di quartiere. Lo sviluppo è sempre sistemico o non è.

Verso nuove pratiche di sviluppo territoriale
Per Labins, l'esperienza di Upskill Piemonte conferma la necessità di ripensare radicalmente le modalità di intervento sui territori: investimenti in capitale sociale, facilitazione di processi collaborativi, attivazione di competenze, creazione di reti.

È così che si costruiscono comunità resilienti: non proteggendo il passato, ma aiutando chi vive e lavora nei territori a immaginare e costruire il futuro. Con strumenti adeguati, con accompagnamento competente, con fiducia nelle capacità delle persone di essere protagoniste del cambiamento.

L'incontro ci conferma che questa direzione è possibile, necessaria e già in atto. Labins continuerà a contribuire a queste pratiche innovative di sviluppo territoriale, convinti che solo attraverso l'approccio comunitario si possa davvero rigenerare i nostri quartieri e le nostre città.

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